Guglielmo Castelli (1987) vive e lavora a Torino. La sua ricerca pittorica si manifesta con un universo iconografico ibrido in cui le figure sfumano tra di loro o sullo sfondo.
Le dieci maquette nascono dall’idea di rappresentare il potere attraverso dieci tavoli appartenenti a dieci ipotetiche stanze di una casa immaginaria. Maquette e non sculture perché, allo stesso modo in cui realizzava i modellini per testare le idee di ciò che un progetto sarebbe potuto diventare, esse mantengono un ruolo di possibilità: quello di poter diventare qualcosa oppure di non essere nulla.