Il fallimento del militarismo prende la forma di migliaia di ettari inutilizzabili, inquinamento, divieti, abbandono e degrado. Esempio ad imperitura memoria di una guerra persa da tutti fin dall'inizio. Centinaia di scheletri fatiscenti che compongono un paesaggio così quotidiano da essere diventato normale, invisibile. Se per alcuni questo squallore diventa abitudine e malgrado questo il militarismo continua ad essere la risposta, altri di fronte a questi scheletri festeggiano la vittoria. Alcuni rincorrono le armi mentre tutto attorno collassa, altri da tempo hanno fatto di questo collasso terreno di conquista.
“War, you fight yours, we win ours”
Installazione e performance – 2022
foto @francescatuzzi
Il fallimento del militarismo prende la forma di migliaia di ettari inutilizzabili, inquinamento, divieti, abbandono e degrado. Esempio ad imperitura memoria di una guerra persa da tutti fin dall'inizio. Centinaia di scheletri fatiscenti che compongono un paesaggio così quotidiano da essere diventato normale, invisibile. Se per alcuni questo squallore diventa abitudine e malgrado questo il militarismo continua ad essere la risposta, altri di fronte a questi scheletri festeggiano la vittoria. Alcuni rincorrono le armi mentre tutto attorno collassa, altri da tempo hanno fatto di questo collasso terreno di conquista.
“War, you fight yours, we win ours”
Installazione e performance – 2022
foto @francescatuzzi
Nel corso degli anni il militarismo sedimenta negli animi usi, attitudini, posizioni esistenziali tossiche, dannose per sé stessi, per gli altri e per i territori nei quali le persone vivono. Perchè nell'indifferenza totale a sedimentarsi non è solo l'aspetto immateriale ma anche quello materiale: decenni di militarismo hanno causato e causano tutt'ora problemi di inquinamento ambientale gravissimi, consumo di suolo, terreni resi inutilizzabili, inquinamenti di falda che contribuiscono ad ammorbare il fisico e l'animo delle persone.
“Sedimenti” - 2022
96 cm x 48 cm
21 barattoli contenenti residui di gasolio e terreno rinvenuti in uno spazio militare abbandonato
foto @mcaucig
Nel corso degli anni il militarismo sedimenta negli animi usi, attitudini, posizioni esistenziali tossiche, dannose per sé stessi, per gli altri e per i territori nei quali le persone vivono. Perchè nell'indifferenza totale a sedimentarsi non è solo l'aspetto immateriale ma anche quello materiale: decenni di militarismo hanno causato e causano tutt'ora problemi di inquinamento ambientale gravissimi, consumo di suolo, terreni resi inutilizzabili, inquinamenti di falda che contribuiscono ad ammorbare il fisico e l'animo delle persone.
“Sedimenti” - 2022
96 cm x 48 cm
21 barattoli contenenti residui di gasolio e terreno rinvenuti in uno spazio militare abbandonato
foto @mcaucig
Nel corso degli anni il militarismo sedimenta negli animi usi, attitudini, posizioni esistenziali tossiche, dannose per sé stessi, per gli altri e per i territori nei quali le persone vivono. Perchè nell'indifferenza totale a sedimentarsi non è solo l'aspetto immateriale ma anche quello materiale: decenni di militarismo hanno causato e causano tutt'ora problemi di inquinamento ambientale gravissimi, consumo di suolo, terreni resi inutilizzabili, inquinamenti di falda che contribuiscono ad ammorbare il fisico e l'animo delle persone.
“Sedimenti” - 2022
96 cm x 48 cm
21 barattoli contenenti residui di gasolio e terreno rinvenuti in uno spazio militare abbandonato
foto @mcaucig
Quanto sta accadendo in termini socio-politici, economici ed ambientali possiede una connotazione storica ben definita. Possono le centinaia di spazi abbandonati che ci circondano essere osservati come vere reliquie storiche? Pur di giovane costituzione, queste rovine possono essere osservate sotto un'aspetto archeologico contemporaneo, così da permettere un'analisi storica e scientifica sui processi futuri ai quali il militarismo può condurre? Possono essere una chiave di lettura e di svolta per tutti quei territori interessati e che saranno interessati da questo genere di politiche?
“Aquileia” - 2022
82 cm x 22 cm
tavelle per pavimenti reperite in spazio militare abbandonato
foto @mcaucig
Quanto sta accadendo in termini socio-politici, economici ed ambientali possiede una connotazione storica ben definita. Possono le centinaia di spazi abbandonati che ci circondano essere osservati come vere reliquie storiche? Pur di giovane costituzione, queste rovine possono essere osservate sotto un'aspetto archeologico contemporaneo, così da permettere un'analisi storica e scientifica sui processi futuri ai quali il militarismo può condurre? Possono essere una chiave di lettura e di svolta per tutti quei territori interessati e che saranno interessati da questo genere di politiche?
“Aquileia” - 2022
82 cm x 22 cm
tavelle per pavimenti reperite in spazio militare abbandonato
foto @mcaucig
La tradizione del bucato ci ricorda dei “bei tempi andati”, quelli che ci condannano ad essere testimoni impotenti di un passato che non ritorna, a vivere il presente come perdita e sradicamento, ad essere abitanti di un mondo del tutto estraneo. Osservare invece il proprio passato con occhio critico che diventa vernice nera. Demolirlo e ricomporlo per costruire il proprio presente.
Installazione site specific - 2022
La tradizione del bucato ci ricorda dei “bei tempi andati”, quelli che ci condannano ad essere testimoni impotenti di un passato che non ritorna, a vivere il presente come perdita e sradicamento, ad essere abitanti di un mondo del tutto estraneo. Osservare invece il proprio passato con occhio critico che diventa vernice nera. Demolirlo e ricomporlo per costruire il proprio presente.
Installazione site specific - 2022
La tradizione del bucato ci ricorda dei “bei tempi andati”, quelli che ci condannano ad essere testimoni impotenti di un passato che non ritorna, a vivere il presente come perdita e sradicamento, ad essere abitanti di un mondo del tutto estraneo. Osservare invece il proprio passato con occhio critico che diventa vernice nera. Demolirlo e ricomporlo per costruire il proprio presente.
Installazione site specific - 2022
La tradizione del bucato ci ricorda dei “bei tempi andati”, quelli che ci condannano ad essere testimoni impotenti di un passato che non ritorna, a vivere il presente come perdita e sradicamento, ad essere abitanti di un mondo del tutto estraneo. Osservare invece il proprio passato con occhio critico che diventa vernice nera. Demolirlo e ricomporlo per costruire il proprio presente.
Installazione site specific - 2022
La tradizione del bucato ci ricorda dei “bei tempi andati”, quelli che ci condannano ad essere testimoni impotenti di un passato che non ritorna, a vivere il presente come perdita e sradicamento, ad essere abitanti di un mondo del tutto estraneo. Osservare invece il proprio passato con occhio critico che diventa vernice nera. Demolirlo e ricomporlo per costruire il proprio presente.
Installazione site specific - 2022
Dipingere ponendosi delle regole compositive così ferree da portare allo stallo produttivo e, raggiunto quel limite, determinare una variazione della regola per poterlo varcare e ripartire, ristabilendone di nuovi. Fino al prossimo stallo. Fino alla prossima rottura. Ancora ed ancora.
Porsi dei limiti per poterli raggiungere ed abbattere. Costruire per poi ricostruire tutto da capo.
Più che pittura questa è la vita. Perlomeno la mia.
"Modulo 02012026" - 2026
Dipingere ponendosi delle regole compositive così ferree da portare allo stallo produttivo e, raggiunto quel limite, determinare una variazione della regola per poterlo varcare e ripartire, ristabilendone di nuovi. Fino al prossimo stallo. Fino alla prossima rottura. Ancora ed ancora.
Porsi dei limiti per poterli raggiungere ed abbattere. Costruire per poi ricostruire tutto da capo.
Più che pittura questa è la vita. Perlomeno la mia.
"Modulo 03022025" - 2025
Dipingere ponendosi delle regole compositive così ferree da portare allo stallo produttivo e, raggiunto quel limite, determinare una variazione della regola per poterlo varcare e ripartire, ristabilendone di nuovi. Fino al prossimo stallo. Fino alla prossima rottura. Ancora ed ancora.
Porsi dei limiti per poterli raggiungere ed abbattere. Costruire per poi ricostruire tutto da capo.
Più che pittura questa è la vita. Perlomeno la mia.
"Modulo 05042025" - 2025
Dipingere ponendosi delle regole compositive così ferree da portare allo stallo produttivo e, raggiunto quel limite, determinare una variazione della regola per poterlo varcare e ripartire, ristabilendone di nuovi. Fino al prossimo stallo. Fino alla prossima rottura. Ancora ed ancora.
Porsi dei limiti per poterli raggiungere ed abbattere. Costruire per poi ricostruire tutto da capo.
Più che pittura questa è la vita. Perlomeno la mia.
"Modulo 06052025" - 2025
Enrico Tuzzi (1985, Gorizia, Italia) artista multidisciplinare, esponente di spicco del post-graffitismo europeo, si muove oggi tra pittura astratta, fotografia ed opere installative.
Ricercatore e divulgatore scientifico, pone al centro della sua ricerca artistica e personale il tema del ricordo personale e della memoria collettiva, analizzando come questi due aspetti influenzino la definizione del proprio essere. Vivere in Friuli, in passato una delle regioni più militarizzate d’Europa, ha influenzato fortemente la sua narrazione, portandolo a sviluppare diverse opere sul tema, alcune tra queste selezionate qui per Buka-Milano.
Conta diverse esposizioni in Italia ed Europa e la presenza di alcune sue opere nella Collezione d’Arte della Banca d’Italia
Enrico Tuzzi
Enrico Tuzzi (1985, Gorizia, Italia) artista multidisciplinare, esponente di spicco del post-graffitismo europeo, si muove oggi tra pittura astratta, fotografia ed opere installative.
Ricercatore e divulgatore scientifico, pone al centro della sua ricerca artistica e personale il tema del ricordo personale e della memoria collettiva, analizzando come questi due aspetti influenzino la definizione del proprio essere. Vivere in Friuli, in passato una delle regioni più militarizzate d’Europa, ha influenzato fortemente la sua narrazione, portandolo a sviluppare diverse opere sul tema, alcune tra queste selezionate qui per Buka-Milano.
Conta diverse esposizioni in Italia ed Europa e la presenza di alcune sue opere nella Collezione d’Arte della Banca d’Italia
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