Il lavoro di Federico Tosi esplora la tensione tra le dimensioni spaziali e umane, passando senza sforzo dal microscopico al macroscopico. Si muove attraverso un futuro e un passato in cui le prospettive si deformano, i malvagi vengono redenti e gli esseri umani sono sopraffatti da una natura spietata e implacabile.
Con uno sguardo cinico, Tosi spesso rappresenta la catastrofe come se si schierasse con le forze che hanno devastato la realtà. Ricorrono temi di un pianeta usurpato e di un passato dimenticato, che non rivelano rabbia verso l’umanità, ma piuttosto una malinconia per ciò che è andato perduto.
La sua visione del futuro è plasmata da una ricerca tra le rovine, proiettandosi sempre più avanti in un “futuro del futuro”. Il risultato è un universo distopico e grottesco, dove la tecnologia appare al tempo stesso avanzata e già obsoleta.
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