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CAVEAU

Benni Bosetto

“The ballerina who died b/c of fire”

23/11/2024


La pratica artistica di Benni Bosetto è sempre stata incentrata sulla trasformazione e decostruzione del corpo. Attraverso il disegno, l’installazione, la scultura e la performance, l’artista esplora la condizione umana esaminando il ruolo degli oggetti rituali e cerimoniali nella società odierna. I suoi progetti di ricerca osservano il corpo e il suo spazio vitale come strumenti radicali di libertà, indagando i concetti di riposo e sessualità, trasformando questi ambiti in un terreno fertile per l’immaginazione e la produzione di nuove visioni della realtà. Bosetto rivela architetture apparentemente restrittive – grotte, celle, spazi domestici ed espositivi – come luoghi fluidi e accoglienti, in un atto di riconnessione poetica con i nostri corpi e le loro forze vitali.

The ballerina who died b/c of fire è una scultura in legno concepita come un contenitore multiplo con uno scopo misterioso. Un portafeticci, una pratica divinatoria, un omaggio a Emma Livry, una ballerina morta bruciata durante le prove di un balletto nel 1860. È una sorta di spazio che raccoglie altri spazi, un accumulatore organico o una lampada. È uno scrigno di gioielli, un contenitore di feticci o un rituale privo di significato per richiamare l’ordine.

Benni Bosetto (1987, Merate) vive e lavora a Milano. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, e ha studiato al Sandberg Instituut di Amsterdam. Le sue recenti mostre personali includono Emanuela Campoli, Milano e Parigi; MAMbo Museo d’Arte Moderna, Bologna; Almanac, Torino; Kunstraum, Londra; ADA, Roma; Tile Project Space, Milano. Tra le sue recenti mostre collettive si annoverano Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene; Triennale di Milano, Castello di Rivoli, Torino; MAXXI L’Aquila; GAMEc, Bergamo; Galleria Civica, Trento; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Quadriennale d’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Villa Medici, Roma; Artissima Special Project, Torino; MAMbo, Bologna; OGR, Torino; Fondazione Baruchello, Roma.

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