“Memorie del transitare” è un progetto visivo che indaga in modo intimo il percorso di affermazione di genere di cui l’autrice fa esperienza in quanto adolescente transgender nel Sud Italia, cercando di restituire complessità alla rappresentazione dell’esistenza trans attraverso una riflessione sulla temporalità. L’obiettivo della sequenza è in particolare quello di trascendere dei paradigmi visivi e narrativi tracciando un racconto emotivo e metaforico del “transitare” interpretato come movimento nello spazio, nel tempo e nello spettro di genere.
L’artista sublima la sua esperienza personale riscrivendo attraverso la fotografia eventi, processi e sensazioni quali la nascita, la gioia, la rabbia, l’adolescenza e la solitudine, disorientando lo spettatore, che non ha gli strumenti per ricondurre la narrazione ad un corpo e ad un tempo specifici, ma permettendo alle immagini di essere abitate in quanto spazi di solidarietà e di contaminazione emotiva.
Il corpo dell’artista nell’attraversare il tempo, lo spazio e gli stereotipi di genere, si propone dunque come ponte: un corpo vitale che si risignifica e muta costantemente.
Untitled, 2023 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"E quello che sono stata mi usciva fuori dagli occhi
e tutto quello che non sono stata mi chiamava
col mio nome.
Raggio, mi hai vinta
nei pomeriggi d'agosto,
visibile e indicibile
quando questa complessità ha deciso
di rimanermi incastrata tra le coste"
Untitled, 2025 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Mi chiedo spesso quale possa essere il ruolo della mia immagine in un progetto che indaga la mia esperienza come ragazza trans spesso da una prospettiva post-identitaria e per questo cerco di far emergere la tensione che provo tra la volontà di essere vista e la violenza del mezzo fotografico. A volte sfido la fotocamera, altre volte metto in scena il disagio che provo di fronte ad essa"
Self-portrait, 2024 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Mi chiedo spesso quale possa essere il ruolo della mia immagine in un progetto che indaga la mia esperienza come ragazza trans spesso da una prospettiva post-identitaria e per questo cerco di far emergere la tensione che provo tra la volontà di essere vista e la violenza del mezzo fotografico. A volte sfido la fotocamera, altre volte metto in scena il disagio che provo di fronte ad essa"
Self-portrait, 2024 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Non so dirti cosa ho al centro di me
se non che il mio cielo non è il tuo,
così giallo veloce e livido.
Il mio è una finestra con due cerniere pesanti e ciglia lunghissime
come gli occhi di mia sorella
Le mani di A.
La rabbia di S.
Il dolore di E.
..."
june, 2024 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Avevi il sapore della domenica e la nebbia del lunedì.
Mi hai dato i frutti del tuo ventre di rame, aspri, regni del
nulla, della tenerezza tradita dalle immagini.
Frutti che matureranno quando me ne sarò dimenticata,
quando sarò lontana anni luce da questa terra livida
che mi mostra la contraddizione
di essere madri dai sospiri pesanti."
Pars basalis, 2024 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Il corpo mi è sempre sembrato un nodo da sciogliere: pelle imbrigliata alla pelle"
Untitled, 2021 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"E questo tempo mi sembra tutto un gravitare
di corpi soffiati dall’incertezza e dall’eco di quei vagiti
antichi e aliti corrotti.
Questo continuo specchiarsi di parole timide
mi accompagna fin dal risveglio per poi scivolarmi dalle
mani insieme alla tua pelle, alle chiavi di casa e al mio volto.
Mi aggrapperò alla mia pelle per ritrovarti
in queste pozze di argenteo latte"
maggio, 2020 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Mentre sono persa in un banalissimo torpore, le braccia
di casa mi scuotono
e il cartongesso si gonfia insieme ai frutti dell’acida terra.
Una mano severa annoda i fili del senso alla mia vita ed io
ironicamente la fuggo lungo i bordi del foglio,
a questo disordinato sentire rivolgo
uno sguardo incredulo, di agitato stupore:
devota curiosità"
self-portrait, 2024/ da "Memorie del transitare"
Grace Martella
"Mentre sono persa in un banalissimo torpore, le braccia
di casa mi scuotono
e il cartongesso si gonfia insieme ai frutti dell’acida terra.
Una mano severa annoda i fili del senso alla mia vita ed io
ironicamente la fuggo lungo i bordi del foglio,
a questo disordinato sentire rivolgo
uno sguardo incredulo, di agitato stupore:
devota curiosità"
self-portrait, 2025/ da "Memorie del transitare"
Grace Martella
Self-portrait 2024 da "Memorie del transitare"
Grace Martella
Grace Martella (she/her) nasce nel 2006 in provincia di Lecce.
Nel 2018 si approccia alla fotografia come esercizio di introspezione e autoconsapevolezza. La sua ricerca fotografica è una continua indagine intorno all’identità, alla temporalità, il territorio e al modo in cui questi elementi interagiscono con l’esperienza transgender e la sua rappresentazione.
Nello specifico, attraverso nuovi codici e corto-circuiti narrativi, si riferisce a un immaginario in cui personale e politico risuonano dislocando specifici paradigmi visivi.
Nel 2025 è tra l3 finalist3 del Premio Luigi Ghirri e del Pini Prize sezione arti visive.
Grace Martella
Grace Martella (she/her) nasce nel 2006 in provincia di Lecce.
Nel 2018 si approccia alla fotografia come esercizio di introspezione e autoconsapevolezza. La sua ricerca fotografica è una continua indagine intorno all’identità, alla temporalità, il territorio e al modo in cui questi elementi interagiscono con l’esperienza transgender e la sua rappresentazione.
Nello specifico, attraverso nuovi codici e corto-circuiti narrativi, si riferisce a un immaginario in cui personale e politico risuonano dislocando specifici paradigmi visivi.
Nel 2025 è tra l3 finalist3 del Premio Luigi Ghirri e del Pini Prize sezione arti visive.
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