BUKA
℅ Circolo Amelia
Via Privata Venezia Giulia 19, 20157 – Milano MI
Sala 1:
22:00 – TRANCETTERS OF WESTFALIA
02:00 – HERVÉ
05:00 – KATATONIC SILENTIO b2b SISTER EFFECT
10:00 – end
Sala 2:
Radio Alhara + isciān
00:00 – BADER
01:30 – ASIFEH hybrid set
03:00 – DAKN hybrid set
04:30 – RAMA
06:00 – end
Nel Caveau:
FRED MUNGO ft. Darius Dorste
“Imagine Kit”
Installazione
Ingresso:
Solo con
1) tessera associativa Amelia
2) quota di sottoscrizione per l’evento.
La tessera è da richiedere online entro le ore 23:00 del 23/01 ed è valida un anno solare dal momento dell’attivazione.
1) Istruzioni tesseramento:
– Richiedi l’iscrizione sul portale dell’associazione Amelia
– Attendi l’email di presa in carico della richiesta e aspetta la seconda mail di conferma
– Nell’email di conferma trovi il link per effettuare il versamento della quota associativa
La tessera verrà emessa in formato digitale
2) Istruzioni quota Sottoscrizione per l’ingresso:
Una volta effettuato il versamento della quota associativa potrai procedere con l’acquisto della sottoscrizione in due modalità:
– anticipatamente online
– oppure alla porta
Si consiglia la procedura online per garantirsi l’accesso ed entrare più velocemente: chi è già in possesso della tessera ed ha anche già versato la quota può entrare da una corsia veloce predisposta con ingresso tramite QR code.
Chi è già socio o ha concluso la procedura di tesseramento può acquistare a questi link la sottoscrizione:
– a prezzo agevolato con ingresso entro le 23:30 a questo link
– a prezzo intero con ingresso dopo le 23:30 a questo link
Per problematiche legate al tesseramento,
contattare direttamente il Circolo
N.B.
A seconda della rimanenza delle emissioni online,
la disponibilità di biglietti alla porta il giorno dell’evento è limitata.
I titoli di accesso in cassa sono gestiti in base all’affluenza e alla capienza disponibile al momento.
Politica d’ingresso, anzi, di uscita:
La Festa è un ambiente, va tutelato insieme a coloro che scelgono di unirsi e frequentarlo.
Buka è una festa itinerante e a seconda degli spazi che occupa ha delle modalità di accesso e fruizione ogni volta differenti.
In questo caso si trova in un Circolo: coloro che si associano hanno pari diritti di accesso e non può essere precluso l’ingresso ai tesserati.
La Buka, in ogni caso e preventivamente, vuole tutelare l’atmosfera di Festa, prediligendo la compresenza di tipologie umane compatibili.
Per salvaguardare la Situazione vuole stimolare una fruizione più consapevole e di aiuto reciproco.
Per questo motivo all’interno ci sarà uno staff dedicato per raccogliere segnalazioni ed essere in ascolto di voi tutte e tutti in caso di comportamenti sgradevoli o di disagio personale.
Chiunque abbia atteggiamenti molesti o irrispettosi verso le altre persone presenti potrà essere segnalato allo staff e verrà accompagnato all’uscita.
All’interno della Festa:
Anno: 2026
Situazione: Estesa
Riparte l’anno in versione estesa:
12 ore, due sale e un Caveau, dalle 22:00 alle 10:00 di mattina.
La sala 1 si apre con 4 ore dei Trancesettes of Westphalia aka Dj Ungel e Escape from Babylon, ovvero la nuova scuola del Salon des Amateurs di Dusseldorf, da Bruxelles arriva Hervé mente di Polichrome Audio, poi regine di casa Katatonic Silentio e Sister Effect 5 ore insieme per traghettarci verso le prime luci del sole.

Voce ai senza voce nella seconda sala.
Un “fronte di liberazione sonico” che unisce la Buka e isciān per fare approdare a Milano Radio Alhara.
Radio Alhara è una radio indipendente nata in Palestina nel 2020.
Ha un legame con Milano che non molti conoscono: è nata da un passaggio del front end e poche righe di codice della milanese Radio Quartiere una radio spontanea nata tra amiche e amici della Buka durante la pandemia. Questo accrocchio digitale, insieme alla sua visione di cosa è una radio online indipendente, è stato poi condiviso e ha viaggiato fra comunità amiche di Beirut, Tunisi e Betlemme, riadattandosi per meglio assecondare i bisogni locali.
“Alhara” infatti in arabo significa “quartiere”.
Radio Alhara negli anni è diventata una piattaforma e un ponte importante per tutta l’area MENA; trasmette musica, programmi culturali e contenuti politici da una prospettiva comunitaria e di resistenza, connettendo artisti e ascoltatori locali e internazionali, soprattutto dal Sud globale.
I suoni da Ramallah di Asifeh e Dakn, ora rispettivamente di base a Vienna e Berlino, con i due progetti ibridi live, vocal e dj set tra rap e sperimentazione elettronica; Rama, cofondatore della piattaforma egiziana di elettronica indipendente Irsh e Bader, di origini libico-siriane, voce dietro Yalla Soundsystem.

Con la Buka riapre anche il Caveau blindato che un tempo custodiva opere d’arte quando prima del Circolo c’era un deposito di lusso.
Questa volta con l’installazione dell’artista visiva Fred Mungo che indaga su architettura e religione.

Dalle 22:00 in Sala 1:
Trancesetters of Westphalia dj set
Quattro ore in apertura, un climax in crescendo dall’ambient, poi slow tempo fino alla nuova trance.
Prendi un club teutonico e intingilo in una soluzione lisergica, probabilmente dalle colonne di cemento armato usciranno costellazioni di funghi fluorescenti e il suono sarà quello dei Trancesetters of Westphalia.
Dj Ungel e Escape from Babylon, rispettivamente da Dusseldorf e Colonia si incontrano nel nella Germania del profondo nord ovest (Vestfalia).
Ungel è anche resident della terza generazione al Salon Des Amaterus, dopo quelle di Tolouse Low Trax e Jan Schulte, nonchè fondatore dell’etichetta Candomble
Nipote di un predicatore sciamanico Indonesiano, il suo debutto sulla Mirror Zone di Spekki Webbu mantiene proprio quelle caratteristiche tribali e psichedeliche che rimandano alle pratiche sciamaniche.
Insieme a Escape From Babylon stanno scrivendo un altro pezzo di ricerca sui suoni trance contemporanei.
Cresciuti nel leggendario club Salon des Amateurs a Düsseldorf e influenzati dalle selezioni di ambient, trance e techno degli anni ’90, i Trancesetters of Westphalia sono noti per i loro unici live-set e le loro performance in vinile.

Con il loro EP di debutto Pulse Of The Trees EP su Junction Forest, gestita dall’artista sudcoreano S.O.N.S, hanno fatto il loro ingresso nella scena. Ritmi profondi e mistici, insieme a groove tribalistici, definiscono il loro stile psichedelico distintivo, che si colloca in un approccio sperimentale e non convenzionale alla musica dance elettronica. Come residenti del Salon des Amateurs, hanno piantato un altro seme con la loro serie di eventi “Symbiotic”, che si svolgono in varie location con l’obiettivo di esplorare un ampio spettro di musica elettronica sperimentale e trascendentale.
Ritmiche in quattro quarti che arrivano dalla techno del nord europa più rigorosa, e linee basso progressive su cui si innestano in maniera minimale le parti più scarne e incisive che si potrebbero sentire in un qualunque festival psy-trance.
Guidato dalla curiosità e da una forte spinta alla condivisione, l’approccio di Hervé alla musica e alla cultura nasce da un background ricco e stratificato, radicato nella sua crescita in Africa e ampliato nel corso della sua seconda fase di vita in Europa.

Collezionista di dischi e selector appassionato, Hervé ha sviluppato un suono club groovy, progressivo e psichedelico, in cui bassline in movimento, synth acid e melodie cosmiche convivono in equilibrio.
Le sue sensibilità eclettiche si estendono oltre la pista da ballo, come dimostrano i suoi listening set, che fondono con naturalezza ambient, jazz, dub e hip-hop.
Nato in Costa d’Avorio, si esibisce anche sotto l’alias Noord Loop, progetto collaborativo con il suo amico, mentore e partner di etichetta Tanzverbot.
Oltre alla dimensione performativa, Hervé è profondamente impegnato nella collaborazione, nella cura dei talenti e nel rafforzamento della cultura club. È co-fondatore dell’etichetta Polychrome Audio, della club night Interfering Grounds, di Noord Space e dell’agenzia creativa misuse. Attraverso tutte queste piattaforme, promuove il rischio artistico, la spontaneità e uno spirito di apertura — valori che definiscono tanto la sua musica quanto il suo percorso personale.
Katatonic Silentio b2b Sister Effect
Marichiara e Stefania insieme per cinque ore per chiudere il cerchio in sala 1.
Mariachiara Troianiello, sound artist italiana dietro il moniker Katatonic Silentio, lavora all’incrocio tra musica elettronica, arti performative e studi sul suono. Sia come performer dal vivo che come ricercatrice indipendente, cerca di creare un ponte tra sfere e approcci diversi alla produzione sonora.

Attiva come DJ da oltre 15 anni, i suoi set adottano forme multiple, fluttuando tra un passato analogico e un futuro tecnologico e frenetico. A volte i suoi set si concentrano sulla pura astrazione, consistendo in paesaggi sonori eterei che cercano di trascendere il tangibile attraverso un mix di musique concrète, world, spoken word, ambient o dub. In altri casi, invece, si presentano concreti e orientati al club, incrociando techno, broken beat o drum’n’bass.
Mariachiara considera il suono come uno strumento critico e ha un interesse genuino nell’esplorare le possibilità e le pratiche sonore da prospettive sia artistiche che sociologiche.
Come compositrice, esplora l’interazione tra suono, spazio, movimento e corpo attraverso il suo lavoro nel teatro e nella danza.
Come ricercatrice, il suo lavoro attuale si addentra nelle dimensioni più antiche e mitologiche del suono, esplorando le origini del suono stesso e tracciandone l’evoluzione dalle culture primitive al mondo moderno.
Sister Effect divide la sua vita tra arte e musica, portando avanti parallelamente un percorso nella light art e nell’esplorazione musicale. È co-fondatrice del progetto a/v /Luci.
La sua esperienza come dj nasce nel 2007 muovendosi principalmente nei circuiti underground della musica elettronica, concentrandosi principalmente sulla drum and bass, jungle e dubstep.

Ph. Andrea Kasap©
Da qualche anno le piace sperimentare con generi diversi, dedicandosi a una ricerca musicale multiforme incentrata sul suono psichedelico, che “utilizza come tramite per accedere a nuovi mondi ed ampliare la percezione del reale”.

Nel suo programma mensile The Psychonauts, si muove dallo space rock, all’ambient, dall’elettronica più sofisticata alle sonorità cosmiche e le ritmiche tribali, “un viaggio per aprire la mente, arricchire lo spirito e guidare negli angoli più remoti e nascosti della psichedelia”.
Sul dancelfloor porta tutta la sua esperienza e ricerca passando attraverso differenti bpm e svariati generi musicali cercando sempre una connessione che renda il percorso naturale e fluido con una particolare attenzione al contesto in cui si trova e alle energie trasmesse dalle persone in quel preciso momento.
In sala 2:
In alleanza con RADIO ALHARA e ISCIĀN

Lanciata dalla Palestina durante il primo lockdown globale nel marzo 2020, Radio Alhara è una radio online che incarna l’idea di spazio pubblico, con l’obiettivo di ridurre le distanze tra chi produce e chi ascolta.
La radio viene costantemente ridefinita dalla propria comunità e dalle sue esigenze, interrogando al tempo stesso la rilevanza politica del contenuto sonoro in senso ampio.

isciān, studio creativo e spirito buono attivo nel sottobosco milanese, il nome indica la terza persona singolare, ma è utilizzata soprattutto per designare la terza persona plurale, «loro», in un contesto di reciproco rispetto e riconoscimento.
In lingua Farsi, i sostantivi non sono strettamente divisi in generi, ma in esseri viventi e non.
Oggi, con questa parola, il progetto isciān vuole includere e rendere partecipi persone ed esperienze irriducibili alle identità e ai generi, alle pratiche e ai saperi.
[ The visas for Marwa Belhaj Youssef and Bakisa to enter Italy were denied by the Italian authorities.
In response, the line-up has been updated with Rama, co-founder of the Egyptian independent music platform Irsh, and Bader, of Libyan-Syrian origin, the voice behind Yalla Soundsystem.
Now more than ever, Radio Alhara, isciān, and BUKA strongly reaffirm their commitment to the free movement of people, music, and the arts, standing against all forms of restriction that limit cultural exchange and artistic circulation. ]
DAKN hybrid set
Dakn داكن è un rapper, producer e selector sperimentale con base a Berlino, originario di Ramallah, Palestina.

Il suo percorso prende forma all’interno della scena musicale underground della città, dove emerge sviluppando una pratica artistica attenta alla ricerca e alla sperimentazione.
Attraverso l’uso della lingua araba, Dakn costruisce un linguaggio lirico che esplora dimensioni fisiche e mentali, spingendo la scrittura oltre i confini convenzionali del rap. La parola diventa uno strumento centrale, utilizzato con precisione e intensità.
Parallelamente all’attività come MC, è un producer prolifico e un collaboratore attivo, coinvolto in progetti che attraversano stili e approcci musicali differenti. Il suo lavoro si colloca in uno spazio di dialogo continuo tra suono, testo e visione.
ASIFEH hybrid set
Asifeh (aka Stormtrap) è un producer e rapper attivo tra Vienna e Ramallah.
La sua musica intreccia rap, materiali campionati e composizioni originali, realizzate attraverso l’uso di tecnologie contemporanee e dispositivi ormai abbandonati, in un equilibrio costante tra presente e memoria sonora.

È co-fondatore dello storico collettivo Ramallah Underground, realtà fondamentale nello sviluppo della scena musicale underground palestinese, attiva tra il 2003 e il 2009. Fa inoltre parte dell’AIWA Collective, con cui ha curato una serie di eventi hip hop a Berlino, ed è co-fondatore del collettivo viennese NOISE&BEATS, dedicato a eventi e workshop di musica sperimentale.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato quattro album solisti: Iradeh (2012), Datura (2017), Makhazen Bukra (Well Gedacht, 2020) e Tasalul (Ghost Dance Tapes, 2022). Nel 2020 ha inoltre auto-pubblicato due progetti sperimentali basati su synth, Hideout e 2003, tramite Bandcamp.
RAMA djset
Rama è una DJ, label boss e promoter egiziana/francese con base a Berlino. La sua pratica si concentra sull’esplorazione della stratificazione ritmica e della fluidità tra i generi, costruendo narrazioni sonore attraverso un approccio distintivo al djing, radicato nell’uso di mashup dal vivo.

I suoi set si sviluppano come percorsi dinamici e ad alta tensione, attraversando percussioni dense e ritmi spezzati, mantenendo al tempo stesso un forte senso di continuità e flusso. Il risultato è un equilibrio costante tra energia, controllo e trasformazione.
È co-fondatrice di irsh insieme a Zuli, un collettivo musicale, etichetta e serie di eventi attivi all’intersezione tra club music e sperimentazione, con un’attenzione particolare agli artisti provenienti dall’Egitto e dalla regione circostante.
Nel suo programma radio mensile su Rinse France, Rama esplora sonorità più introspettive, invitando spesso ospiti della propria comunità. Ha inoltre partecipato a trasmissioni su NTS, Noods Radio, Radio AlHara e Refuge Worldwide. Si è esibita in festival e venue come Unsound, FIBER, Nyege Nyege, Nuits Sonores e Frequent Defect, tra gli altri.
BADER djset
Di madre libica e padre siriano, Bader ha trascorso la sua giovinezza tra Bengasi e Damasco. È cresciuto ascoltando i ritmi tagaza majrouda libici e la musica classica siriana. Suo fratello DJ Khalil è stato uno dei pionieri della regione MENA, ha fuso il suo patrimonio musicale con i ritmi hip hop.
Bader mette dischi e a produce musica con il progetto Yalla Soundsystem insieme al suo collega Acid Ponch, con cui cura gli eventi notturni Yalla a Gand, la festa che portato in Belgio la crème della scena musicale alternativa del Medio oriente e Nord Africa: artisti affini e passati anche nella Buka come 3Phaz, Cheb Runner, ma anche Toumba, Muskila, Asifeh, Renata e Big Murk.
Il suo suono mescola modelli pesanti di basso con la sua eredità musicale mediorientale.
Le ritmiche degli strumenti tradizionali si fondono in un mix eclettico e frenetico con i più vicini equivalenti europei break, dnb, insieme a linee di basso acide e marcate.
Fred Mungo ft. Darius Dorste – “Imagine Kit”
Installazione
Una cappella inter-religiosa è un luogo in cui le persone possono praticare il culto secondo la propria fede ed è anche uno spazio in cui individui di fedi diverse, o senza alcuna tradizione religiosa, possono condividere dialogo, momenti di preghiera e di illuminazione trascendentale.
Il progetto Imagine Kit proposto dall’artista Fred Mungo, in collaborazione con il product designer Darius Dorste, consiste in un kit per trasformare qualsiasi stanza in una cappella inter-religiosa. Dopo aver analizzato una selezione di queste infrastrutture inserite in contesti diversi in tutto il mondo, il duo ha pensato ad un insieme di elementi che permettano di sedersi, inginocchiarsi, sdraiarsi, leggere in piedi, ritirarsi in uno spazio privato.

L’intento è che qualsiasi spazio in qualunque luogo al mondo possa trasformarsi in un safe space dedito alla spiritualità e alla pace. Questa installazione artistica rappresenta un’utopia di tolleranza e allo stesso tempo uno strumento per promuoverla.