02 febbraio 2019

Aperiafter
con Vladimir Ivkovic

BUKA c/o via Boffalora,
dalle 16:30 alle 00:30




BUKA
c/o via Boffalora 15, Milano
16:30 > 00:30


Sala 1
16:30 – S.D.O.U. 
18:30 – VLADIMIR IVKOVIC
23:00 – S.D.O.U.
00:30 – end

Sala 2
Record shop +

Fb | Ra | Zero


Ingresso:

5€ fino alle 17:30
Dopo 10 ridotto/15 intero

Drink 2×1 17:30 > 18:30
Cucina Aperta tutta la sera


Ingresso con tessera Acsi 5€
valida per tutto il 2019 e in tutti i circoli

NO Pos / NO credit card


Anno: 2019

Situazione: Aperiafter?!

All’Aperiafter torna Vladimir Ivokovic: esploso dopo il set casalingo in Boffalora di un anno fa esatto, dopo un passaggio epico a Terraforma18, e nel mezzo della mischia dei locali che ora se lo contendono.
Lo riportiamo in versione pomeridiana come era abituato al suo Salon des Amateurs di Dusseldorf, che nel frattempo ha chiuso… e dove nell’ultima ora, dell’ultimo set, dell’ultimo giorno, con Lena Wilikens , Vladimir ha messo un brano del nostro Joseph Tagliabue, confermando l’affinità situazionale con la Buka.

Un dj-set di 4 ore dall’ascolto al ballo, dall’aperitivo all’ammazza caffè in compagnia di un altro selezionatore dall’orecchio fino che arriva dall’inglese NTS radio: Scientific Dreamz of U .

 


A Dusseldorf, dentro il museo di arte contemporanea Kunsthalle, esisteva un locale chiamato Salon des Amateurs, nato come ‘Bar di artisti’ con spirito amatoriale e una passione per la musica particolare, che poi negli anni è degenerato in senso positivo, diventando il club più underground della città.

Kunsthalle Düsseldorf

 

Un posto dove i diversi dj sono stati spinti “a sperimentare senza alcuna limitazione con un pubblico mentalmente aperto”, “a condividere la musica che piace e che si fa fatica a sentire negli altri dancefloor” [Ra].

Salon Des Amateurs – Ph. Empty interior – Chrisa Ralli

 

Un posto per dj anticonformisti e fuoriclasse, improntato al Do It Yourself, in cui tutti facevano un po’ tutto, dal bar alla musica, come ad esempio Lena Willikens, che ha iniziato la sua carriera qui contemporaneamente come barista, dj e organizzatrice.
“Avendo sentito storie a proposito di un piccolo bar col pubblico dalla mentalità aperta, i dj ospiti hanno iniziato a preparare le valige in modo differente per il Salon’; ‘gli artisti invitati notano che i dj resident non mancano mai di mettere meravigliosi dischi che loro non hanno mai sentito[…]”. 

 

Salon Des Amateurs – Ph. Empty interior – Chrisa Ralli

 

Un posto che ricordava da diversi punti di vista lo spirito della Buka, per conduzione casalinga, circuito di frequentatori assidui, dj resident e ricerca musicale, che creano una situazione magica e un contesto ‘dove veramente c’è una corsia preferenziale per suonare musica strana’.

E l’impronta musicale del Salon è sicuramente attribuita a Vladimir Ivkovic, che ne è stato dj resident e curatore per tutti gli anni della sua ascesa.

 


In Sala1, di spalle, ai controlli del soundsystem:

Vladimir Ikvovic (DE) dj set

Nato e cresciuto a Belgrado in Yugoslavia, ‘testimone del picco della cultura alternativa e della disintegrazione della società’. Dagli anni ’90 è residente a Dusseldorf, dove è stato a lungo resident del Salon des Amateurs e dove ha fondato la Offen Music, etichetta sperimentale specializzata nel più ‘autentico soggettivismo’.
È il “Digger” per antonomasia, cioè il collezionista di vinili rari e dimenticati, con il look stereotipato da copertina hipster che però non deve ingannare: i suoi dj-set sono tra i più originali e imprevedibili mai passati nella Buka.

Un vero Dj senza il complesso di castrazione dello strumento, che con la musica lavora sull’assemblaggio, la sequenza, la timbrica, la giustapposizione e il mixaggio dei brani, creando il proprio suono nella dimensione complessiva del set piuttosto che all’interno delle singole tracce. Tanto è vero che le sue uniche uscite editoriali reperibili su Discogs sono dj-set, non singoli brani o album.

Quest’anima da ricercatore del suono coltivata al Bar Salon des Amateur infesta i numerosi podcast che gli vengono richiesti a ruba, dai primi Lunatic Love Song di quel periodo, agli ultimi tra cui il vincitore del miglior podcast RA 2017, settimo tra i migliori mix del 2017 per Crack con il suo set al Dekmantel Festival, oppure l’assurda Boiler Room di Belgrado.
Free-jazz, avanguardie concrete e contemporanea, esotica orientale, gotica seminale, librerie cinamatografiche e funk galattico, poesia performativa e molta sperimentazione elettronica anni ’80 (ethereal, no-wave, minimalismo, cacofonia, ecc.) giusto per nominare qualcosa nella quantità indefinibile di suoni inclassificabili che propone.

 

E se i podcast d’ascolto sono stranianti, mentali e variegati, altrettanto personale e ricercato è il suo gusto per l’elettronica più fisica e da pista: è lui che ha inaugurato le serate techno e house al Salon der Amateurs di Düsseldorf portandolo da “bar di artisti” a club musicale: quattro quarti tribaleggianti e electro d’annata, trippy house e vecchie tracce seminali trance rallentate, acid, new beat e break beat, miscelati insieme magistralmente in maniera progressiva e trascinante, come solo un “vero Dj” sa fare.


Scientific Dreamz Of U (UK) dj set

Per SDOU Biografia, titoli e presentazioni dei dischi sono un coerente e delirante comunicazione tra un ipotetica Intelligenza Artificiale e l’inconscio dell’ascoltatore a cui si rivolge in rete.

Si promuove da solo, dischi artigianato e internet, arriva in Buka da Londra, tramite il suo programma su NTS e il canale DIY della boiler room, quelli sponsorizzati dai giovani artisti a loro spese per promuovere la testata ‘dal basso’. Se abbassate lo schermo sentirete che il set del 2015 vola tra electro break beat Ebm e dark-progressive, se buttate un occhio tra gli effetti speciali da youtuber delle scuole medie vedrete la tecnica invidiabile.

3 anni fa quella progressione di vinili era molto più originale, e addirittura profetica, perché oggi è diventata alla moda. E siccome SDOU è un vinilmaniaco eccentrico oggi lo sentiamo mescolare tutt’altro: broken beat garage e two step anni ’00 con la tecno inglese oscura e spezzata degli anni ’90. Nei set su radio NTS spazia dall’ambient al ritmi ossessivi a 150 bpm, con grande elasticità ma sempre girando intorno a un centro musicale che suona inglese, tipo techno-dub o intelligent-dance.

Insomma grande varietà e coerenza nella selezione orientati da un gusto particolarissimo e definito che si sente al meglio nelle sue produzioni proprie: le prime uscite sono tracce lunghe, morbose, acide e oscure, accompagnate da video anni ’80 che sembrano appunto il sogno di un inconscio artificiale, un’immaginario un po’ kitsch, un po’ mistico e un po’ inquietante; quando esce il primo album è un successo annunciato.

Qualcuno definisce anche le sue produzioni Ebm e Industrial, ma qualcun’altro le definisce addirittura trance o new age, per la lentezza e la continuità progressiva.

Nell’ultima pubblicazione remix del 2017, sembra addirittura di sentire i suoni metallici dei palloncini… chissà come suona in Buka.


Situazione Aperiafter

Alle 16:30 si aprono le porte, per i ballerini che aprono le danze con ogni drink ce n’è uno offerto dalla casa dalle 17:30 fino alle 18:30.

 

Nella sala principale il Sound System Buka, ovvero un impianto autocostruito dai ravers , poi una seconda stanza rilassante per una sessione d’ascolto di archivi sonori di collezionisti fanatici e per divertirsi con la musica senza prendersi troppo sul serio.

Ci sono cocktail curati, birra artigianale e cucina tipica Milanese sempre aperta, con piattini o piatti completi per mangiare ad ogni ora.

Alle 00.30 si abbassa la musica, arrivederci a chi ha da fare, sotto con l’after after per chi ce la fa.