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29 Novembre 2019

MONDO –
Ece Özel
+
M@kossa

BUKA ℅ El Tekkìa Egyptian Club


BUKA
℅ Club Egiziano El Tekkìa
Via Fantoli 28/15 – Milano


23:00 – TAHA + IL GAMIL live
00:00 – ECE ÖZEL
04:00 – M@KOSSA
06:00 – end

Fb | Ra | Zero


Ingresso:
12€ ridotto
15€ intero

No Pos / No Credit Card


Anno: 2019

Situazione: Mondo

Unica data Mondo al ristorante egiziano El Tekkia per questo autunno 2019.

Ospite dal medio oriente Ece Özel, ancora una volta una ragazza turca, dj, produttrice e stilista, che RA ha definito ‘il migliore segreto nascosto di Istanbul’.

Insieme a lei, il suono elegante di Makossa ispirato al folklore delle tradizioni del mondo e dai suoi tour internazionali, e dal vivo dell’ensamble del ristorante egiziano che ha invitato un artista a sorpresa per un esibizione dedicata.


 

Ece Özel

Un’altra DJ turca, la seconda nel giro di pochi mesi, arriva in Buka dal medio oriente più alternativo e ribelle, secolarizzato e internazionale, dopo Ali Kuru, Oceanus Orientalis, Zozo, ecc.

Resident advisor l’ha definita “il migliore segreto nascosto di Istanbul”, ma ormai neanche troppo segreto, dopo la seconda boiler room, i podcast su Ransom Not e If-Only, le performance all’Opium, al Dekmantel e in tutta l’Europa elettro-audiofila, da Mosca ad Amsterdam, da Atene a Londra, Vienna e finalmente Milano.

 

 

Nei podcast, nella produzione discografica, nelle interviste, si sente la provenienza dal mondo Indie, la consapevolezza e l’interesse trasversale per le contro-culture, tanto che il Festival di avanguardie ‘Strange sounds form beyond’ la presentata come “una delle cose positive emerse dal fondo degli sconvolgimenti politici in Turchia”.

Rispetto alle altre proposte fatte al Tekkia, Ece Ozel è quella con il suono più internazionale e occidentalizzata.

Propone dei set oscuri ma brillanti, con una miscela di new wave, electro, new beat, sonorità acide e industrial, vecchie e nuove, che sono il fronte comune della ricerca di molti di mote piste da ballo sperimentali oggi in tutta Europa.

 

 

Riguardo alla scena della musica elettronica in Turchia dice:

“Ci sono molti musicisti/dj/produttori talentuosi che fanno diversi generi di musica elettronica, da ballo, oppure no e anche una folla consistente che cerca di tenere altra la vibra. Ma ci sono molte falle da riempire . […] Sono successe molte cose serie che hanno messo alla prova la nostra motivazione. […] Penso che dopo i primi anni ’00 niente si sia veramente sviluppato come avrebbe dovuto. […] Elementi elettronici in molti generi di musica Turca non sono anomali per noi, tanto quanto gli elementi etnici nella musica elettronica di oggi. E queste sono ottime combinazioni! Ma a eccezione di alcune persone, lo trovo un modo semplice per diventare popolari e non c’è il giusto tipo di cura e attenzione nel modo in cui viene fatto.”

Forse per questo dall’anno scorso è diventata editore (insieme all’amica compatriota Umut Kaya) dell’etichetta discografica indipendente Mustesna Records, fondata con l’idea di scoprire o riproporre suoni che sono stati dimenticati in fretta o non ancora scoperti.

La prima uscita è una selezione di tracce registrate tra il 1995 e il 2006 da Etnik Sentetik, un’ “infame band electro synth-pop” di Istanbul. Un Lp di 8 tracce con un suono assurdo di beat electro-acid a bassa definizione e voci storpiate.

 

 

Dopo essere stata resident per anni al Minimüzikhol si è ora spostata al Arakoda, locale che frequenta fin da giovanissima, che una volta era un locale Indie, e che adesso, anche grazie a lei, ha scoperto una vocazione per la cultura del ballo elettronico internazionale, tanto che oggi ha una sede a Istanbul e una a Berlino.

Organizza anche “Opel Zevkler una serie di feste dedicate a musiche da ballo nervose e futuribili, che è anche una serie di podcast.

 

Dice: “Mi piace l’idea di tracce dance che provengono da un luogo di mistero; credo che diventino più efficaci e interessanti. Non è sempre possibile usarle in pista. Spesso non è il momento o il luogo […]. Così mi piace proporle appena possibile”.

E sarà sicuramente possibile in Buka, fuori dal Mondo, al ristorante egiziano sotterraneo di via Fantoli.

 

 


 

M@kossa

M@kossa viene dal valli toscane e porta in giro per il mondo quello che definisce ‘un cappuccino internazionale di musica’.
Ha viaggiato per il mondo alla ricerca di suoni e si sente. Le sue produzioni iniziano nel 2015 e “inducono l’ascoltatore in uno stato quasi meditativo. Una cornucopia di suoni tropicali e orientali, la sua musica augura un messaggio ancestrale per una vita lenta”. Il suo ultimo disco uscito per la Drosssel di Berlino a Febbraio 2018 si intitola infatti  “Unhurried creature”, creature senza fretta.

 

 

Nelle produzioni reinterpreta qualsiasi cosa con atmosfere sognanti, progressioni sintetiche e bassi funk, ma all’insegna della lentezza. Uno stile elegante e raffinato che amalgama tutto in un unica ambientazione globale: canti di prigionie dai campi di cotone, litanie di monaci da qualche altopiano asiatico, desert blues o pop latino si intonano con le voci stridule ed acide di microscopiche vegliarde filippine, su basi elettroniche in bilico tra tradizione Cosmica italiana ed elettronica berlinese.
Nei dj-set spazia ancora di più mantenendo comunque il suo caratteristico aplomb: dub e fusion si mischiano agli introversi chantant francesi, all’afrobeat e alla poesia araba, con una coerenza calma in grado di risucchiare anche piccoli inserti di swing e polke in levare dall’est europa, senza che si riescano a distinguere dal levare dei cajun e dei proto-ska caraibici.
Tutto rientra in una carrellata di timbriche e scale che fraseggiano su un unico tema, e anche l’occidente diventa una terra di folklore culturale, dal beat italiano di Caterina Caselli, al canto patetico delle ballad irlandesi e dell’R&B americano.